INTERVISTE

Kappa D Intervista di Luglio 1996

RF: Che difficoltà trovi nel fare Hip Hop in Sardegna?

KD: In Sardegna c’è poca gente che lo fa seriamente, quei pochi che lo fanno, a mio parere, dovrebbero collaborare di più fra loro per creare qualcosa di concreto. Chiaramente ci vuole anche la competizione ma non fatta di chiacchiere, se uno vuole dimostrare di essere il migliore deve fare quello che sa fare al meglio. Penso che fare HH in Sardegna non sia poi molto diverso che farlo nella penisola se si hanno delle idee precise. E’ vero che un gruppo sardo ha delle difficoltà a farsi conoscere fuori, però è anche vero che se qualcuno ci arriva è perché qualcosa vale. Sono del parere che se uno fa le cose senza fretta e bene non può passare inosservato, che venga dalla Sardegna o da qualsiasi altra parte.

RF: Qual’ è il tuo ruolo all’interno della FOGU autoprod.?

KD: Oltre a fare le mie cose da solo ho prodotto le basi per il nastro dei Balentia Sarda, non so bene cosa succederà con la FOGU, a me interesserebbe produrre anche qualcun altro in modo da allargare il giro.

RF: Parlaci del demo, liriche e musiche.

KD: Per le liriche penso che ognuno si faccia la propria opinione da solo e non mi piace spiegare cosa volevo dire li, che messaggio volevo portare etc. Ultimamente, per quanto riguarda le musiche, sto rendendo le basi più monotone e pesanti di quelle del demo perché c’è da considerare che nell’ultimo nastro ci sono anche dei pezzi di due anni fa e che sono rimasti strutturati allo stesso modo.

RF: Cosa pensi si possa fare per far crescere la scena in Sardegna?

KD: Come ho già detto prima, bisognerebbe essere più uniti e creare competizione alla stesso tempo. In questo modo si troverebbe lo stimolo per fare delle jams e la gente sarebbe più motivata ad andare a vederle. In Sardegna abbiamo organizzato per lo più concerti rock con il gruppo rap in mezzo e cose del genere. I gruppi rap hanno sempre cantato con un pubblico che pur apprezzando non si ritrovava nell’Hip Hop.

RF: Come stai promuovendo il tuo demo?

KD: Non lo sto promuovendo molto, ho spedito si e no una ventina di copie tra giornali, radio e case discografiche, perché un demo deve rimanere una specie di provino. Se qualche copia la vendo non mi dispiace, ma sono del parere che bisogna fare un bel suono, ruvido ma pulito che un Amiga con soli 8 bit non può dare. Un Amiga può dare solo l’essenziale, ed è già troppo!

RF: Cosa stai preparando per il futuro?

KD: Non lo so, ho pronta qualche base nuova e qualche testo da arrangiare, sto pensando di farci un piccolo nastro più curato dell’altro e meno vario, ma è ancora solo un’idea.

Intervista estratta dalla Fanzine “Resto Fuori” Luglio 1996

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