INTERVISTE

BuonGusto Intervista: Hip Hop in versione barbaricina

Sex machine la conoscono a memoria: ogni suono, ogni battuta, ogni riff.
Eppure quando James Brown vendeva decine di milioni di dischi nei primi anni Settanta , loro non erano ancora nati.
Il padrino del soul l’hanno scoperto qualche anno fa, quando hanno iniziato a fare musica.
A fare la loro musica: L’Hip Hop.
Chi chiamano BuonGusto e sono in tre: Stefano Decandia, Alberto Rudellat e Chicco Muggittu.
Rappano dal 1995, quando incisero un demotape, una cassetta “fatta in cassa” e stampata in centocinquanta copie.
“Rubavamo le musiche dagli altri dischi – racconta Stefano Decandia – specialmente dalla musica funk degli anni Settanta.
La cassetta era intitolata “Autunno Liscio”.
Quel nastro di hip hop in salsa barbaricina ottenne ottime recensioni dalle riviste specializzate. E come spesso accade a molti gruppi sardi il lavoro della crew nuorese venne apprezzato “in continente”, ma non in Sardegna.
Un film già visto.
Ma BuonGusto nel caso dei tre rapper nuoresi significa anche pazienza, e a distanza di cinque anni è arrivato il nuovo lavoro: Inverno con Ghiaccio.
Il cd prodotto dalla Bette Beat Beaznes è stato stampato in cinquecento copie e da qualche giorno è iniziata la distribuzione anche nella penisola.
“Per fare promozione – aggiunge Stefano Decandia – abbiamo spedito qualche copia alle riviste specializzate e acquistato piccoli spazi per pubblicizzare l’uscita del disco”.
Il lavoro contiene diciannove brani. La musica?
Scupolosamente della cultura hip hop con tanto di rime baciate e suoni campionati.
Il disco è stato registrato in presa diretta: in studio, ma da vivo.
“Abbiamo fatto tutto in una sera”, sottolinea Stefano.
Inverno con Ghiaccio ha avuto una gestazione lunga. “Il disco è pronto dal 1997 – aggiunge Albero – ma per una serie di contrattempi non è uscito”.
Tradotto in parole povere: problemi economici. Ma alla fine il cd è stato prodotto grazie anche a Music Store e Brillantina, i due negozi di dischi della città.
“Ci stanno dando una grossa mano per la promozione – aggiunge Stefano – speriamo soltanto che vada bene anche se ci teniamo a precisare una cosa: la nostra non è musica commerciale”.
Intanto i tre rappers pensano anche all’attività dal vivo.
“Le occasioni per suonare – dicono – si contano sulle dita di una mano. Nei pochi locali di Nuoro purtroppo preferiscono altri generi e così ci arrangiamo suonando a feste e nei pochi club”.
Eppure i BuonGusto amano la loro città.
In Nuoro City lo dicono apertamente.
“Non ci piacciono quelle persone che dicono a Nuoro c’è niente, meglio andar via” – dice con tono polemico Stefano – noi abbiamo trovato la musica nella nostra città così come la potevamo trovare a Milano. Credo i problemi ci siano non solo a Nuoro, ma dappertutto.
La colpa non è del posto, ma della gente che ci vive”.
E visto che la musica può fare, per dirla non Max Gazzè, i BuonGusto “pescano” nel bel canto all’italiana (Vedi Modugno ne L’ultimo Respiro) e nel rap newyorkese.
I testi non sono mai banali e non mancano le “note” curiose.
Nel brano intitolato Quarantasette si può ascoltare un insolito Totò in versione campionata.
Nel disco i BuonGusto hanno coinvolto anche i loro amici La Plaza e Max Love.

Francesco Pintore

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