INTERVISTE

Buongusto Intervista: La Cura Del Taglio

NUORO.Tre ragazzi legati dal buongusto, Chicco Muggittu, 23 anni elettricista, Stefano De Candia, 26 anni in attesa di lavoro e Alberto Rudellat, 24 anni studente di giurisprudenza. Ma chiamateli Kimugi, Specialste e Harte, pseudonimi che, tutti insieme, si leggono ‘BuonGusto”: il nome del gruppo che li unisce dal 1998. Il loro ultimo lavoro (il sesto) autoprodotto dalla mini etichetta Bettebeat, già in vendita nei negozi di dischi cittadini, si chiama ‘La cura del taglio”: 23 tracce di cui dieci sono nascoste e comprendono otto versioni strumentali di pezzi inediti e due brani aggiunti a opera conclusa.
Un compact che ‘contiene doppi sensi”, come recita il sottotitolo in copertina. «Il titolo si riferisce al taglio, lo stacco nelle basi rap che determina i cambiamenti nella musica – spiega Stefano De Candia – Chi fa rap non usa strumenti tradizionali e il taglio è spesso considerato un problema, ne proponiamo la cura”.
La cura del taglio, il primo dei tanti doppi sensi di un disco hip-hop che parla di hip-hop. «Le canzoni sono storie di vita vissuta insieme da quando abbiamo cominciato a cantare – dice Chicco, anzi Kimugi – per esempio, ‘Quest’uomo” parla di noi come persone, non solo come b-boy”. Cosi si chiamano in gergo i cultori dell’hip-hop. Le frasi a doppio senso contenute nei brani, oltre a riassumere atteggiamenti e stili ‘rappettari” valgono anche per la vita vera. Il ‘Non ti piace” che dà il titolo alla traccia numero nove, per esempio, è da intendersi come un ‘no” alla droga, idolatrata nel mondo hip-hop ma, spesso, anche nella vita di tutti i giorni. E poi c’è ‘NùOROroCity”, la traccia numero undici che racconta di una città dai pochi spazi che alimenta, però, la voglia di fare.
Non si ispirano a modelli, i BuonGusto, anche se, come spiega Specialste, «ascoltiamo black music, funky e soul anni ‘70».
Per ora non puntano al ‘live” (hanno già fatto tanti concerti) e quando suonano, lo fanno fuori, perché in città mancano locali adatti ad accogliere un genere cosi particolare.
Giuseppe Carbonella

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