INTERVISTE

K.Wild Intervista: By Romo

Parlami di come e quando hai cominciato a fare musica.
Ho cominciato nel 1989. Già da prima, come molti del resto, avevo questo interesse per la breakdance e film come Beat street. Ma era una cosa puramente contemplativa. Mi limitavo con un mio amico alla visione di film come Beat Street ead ascoltare la sua colonna sonora e robe così. Un altro amico più grande ci passava stà roba e lui ballichiava qualcosa di elektro boogie visto che giù ad Oristano c’erano (1987/88 circa) dei breakers che ballavano sotto dei portici, per decenni punto d’incontro del via vai di storie di studenti…per anni, per generazioni…lì più tardi (1992) mi presentarono Su Maistu. Noi si andava in giro per la stradine del paese con questo enorme ghetto blaster anni 80 (sarà stato il 1986), e ci ascoltavamo i “megamix” superscrausi di Charlie Dj (un pirlone che faceva le cassettine mixate con gli hit di italodance maranza del tempo ..Den Harrow,Falco e soci che poi fece la famosa hit “faccia da pirla” appunto…) e poisi metteva su la cassettina di Beat Street, e qualche altra cosa “rep” di LL Cool J, Derek B etc. In seguito la cosa era un po’ scemata…e la passione vera è arrivata più tardi negli anni.
In seguito cominciai a fare delle cassettine col radione Philips di mio fratello,attaccando i pezzi con il tasto di pausa! Dentro ci mettevo di tutto, dalla dance maranza del tempo, primordi di house fino all’elektro; alternando i pezzi con degli interludi rozzi fatti prendendo scratch da altre cassette (che so mi piaceva uno scratch dei de la soul e lo usavo per attaccarci con la pausa l’altro pezzo…grande!) o effetti presi dal c-64.
Contemporaneamente a questo, coltivavo anche altre passioni, come quella per i videogames e per l’informatica, dopo essere passato dal vic-20 al c-16,sul finire degli ’80 passai al commodore 64, e cominciai a scoprire che esistevano dei software che ti permettevano di comporre musica. Iniziai cosi a sperimentare con questi software della Electronic Arts che, anche se generavano dei suoni penosi, mi permettevano di comporre le mie prime produzioni, anche grazie a un moduletto della SIEL chiamato “Sound Buggy”, che ti permetteva di suonare attaccata al c-64. Quest’aggeggio era uscito nel 1984 e inizialmente costava un sacco di soldi. Io l’avevo presa diversi anni più tardi, quando costava molto meno. In quel periodo avevo fatto una sorta di remake del brano “what a feeling” di Irene Cara, che faceva parte della colonna sonora del film Flashdance. Questo remix comunque non mi soddisfava, come i suoni del C64 e fu cosi che, nel settembre 1990 decisi di prendermi un Amiga. Inizialmente con l’amiga, usando i tracker, non riuscivo a capire come far uscire dei suoni, che invece col Commodore riuscivo a tirar fuori facilmente; non capivo che nell’amiga dovevo caricarci dentro dei suoni!
Capito il meccanismo, mi ero fatto passare dei suoni da questo distributore di giochi pirata di Milano, conosciuto grazie allo smazzo di software pirata per C64. In seguito, dopo un po’ di tempo dall’acquisto dell’Amiga, mollai i videogames e cominciai a dedicarmi alla musica.
Le prime canzoni che ho fatto risalgono al 1991. Più che altro erano pezzi techno, anche se avevo cominciato a fare anche cose differenti, cominciando a provare robe pseudo rap o new jack swing., anche se il rap ho cominciato a farlo più seriamente dal 1992.

Parlami del progetto Attako Verbale. Come era composto il gruppo? Facevano parte del gruppo io, due miei cugini e kappa d, che in seguito sarebbe finito nel primo nucleo dei Balentia.
Come attako verbale erano usciti tre demotapes; nel primo eravamo in cinque, tipo boy band…la prima boy band mondiale!!!!
Comunque eravamo in cinque solo di numero, visto alla fine ero io che scrivevo i testi,facevo le basi e me le cantavo
pure. Loro facevano più che altro doppie voci o semplice…contorno. Probabilmente per loro era più interessante apparire che essere realmente come si diceva allora…”dei reppers!”
Bisogna constatare comunque che nell’isola avevamo avuto molto riscontro e suscitavamo grande interesse da parte della popolazione “addormentata” del tempo . Inoltre ai nostri live si formavano sempre due schieramenti: coloro che ci amavano, e quelli che ci odiavano…
Perché comunque era una cosa nuova; particolare., musica pseudo rap/funk elettronica con attitudine punk!
In seguito poi abbiamo avuto dei litigi e il gruppo si è sciolto.
Io quindi ho continuato solo, insieme al gruppo di mio fratello, gli afterglow; anche se per un breve periodo mi hanno accompagnato dei ragazzi di macomer, compagni di tante bevute,che ricordo con affetto.
In seguito con gli Afterglow suonammo per alcuni anni una personale forma di quello che poi sarebbe divenuto il cross-over tra rap/rock e metal, rifacendo sia le mie vecchie canzoni in chiave suonata , sia delle nuove.Suonammo un po’ ovunque e alla fine del 1995 arrivammo a Firenze al meeting delle etichette indipendenti organizzato al tempo da Anagrumba. Andammo a rappresentare la Sardegna; dopo aver vinto selezioni su selezioni.
Fini tutto proprio al ritorno da Firenze. Ci sfrattarono dalla sala prove e rimanemmo un sacco di tempo senza poter suonare, declinando tanti importanti concerti nella penisola per vari casini…e tutto andò a morire nell’oblio del tempo…

Quindi attako verbale è finito li?
Si praticamente si…l’ultimo demo “spleen” l’ho registrato nel 94 ma è uscito nel 95.
In quel periodo ho cominciato a lavorare in fabbrica come operaio. Cominciando a ricevere uno stipendio fisso ho potuto cominciare a costruirmi un piccolo studio.
La prima cosa che ho fatto a livello ufficiale è stato il primo disco dei Balentia. (l’ep con tre canzoni, N.d.R.). Loro avevano già registrato tutto, ma volevano farlo suonare meglio. Io, anche se al tempo non è che ne sapessi più di loro, gli ho aggiustato le voci e gli ho rifatto il mix. Bisogna constatare comunque, che se non ci avessi messo le mani io, sicuramente la qualità del disco sarebbe stata molto più’ bassa.
Con Su Maistu e gli altri del gruppo ci conoscevamo sin dal 1992. Negli anni successivi ci eravamo un po’ persi di vista. per vari casini . Loro magari mi chiedevano di andare a suonare, ma io molto spesso per cause di forza maggiore non potevo. Ricordo che appena ci eravamo conosciuti gli avevo fatto qualche base per il primo demo che poi non avevano usato.

E poi dopo è uscito l’Alieno…
No, dopo è uscito il cd della Sarda Krikka Famiglia. Loro in pratica mi avevano fatto avere il loro demo, e volevano un parere. A me non piaceva, perché a mio avviso, prima di fare l’album avrebbero dovuto far uscire un demo e non direttamente un disco!
Perché poi, se andavi a sentire com’era appena me lo avevano dato….inzommma…era proprio poverello!
Nel frattempo comunque continuavo a lavorare al mio disco che, dopo tanti rinvii, è uscito a febbraio 2000 anche se avrebbe dovuto uscire almeno 3 mesi prima..lascio stare i commenti sulla distribuzione basta farne solo il nome…Good Stuff…detto tutto! L’alieno comunque fu recensito bene; figurati che apparve anche nella playlist di rumore, che in quel periodo hiphop italiano ne recensiva poco e niente (come oggi d’altronde).
Dopo il disco ho ripreso a produrre altre cose in stile funk-house, trip hop o drumnbass, che comunque facevo già da prima. Inoltre, sul finire del 99, abbiamo cominciato a registrare il disco dei Balentia, anche se ci sono stati diversi intoppi; nel 2001 mi si è piantato l’hard disk, perdendo diversi lavori già in stadio avanzato (praticamente…tutto!)
Alla fine il disco lo abbiamo finito nei mesi in cui sono stato a Cagliari. Ci sono pezzi, come ad esempio “Et bobat su bentu” che i Balentia avevano scritto da molto. Io avevo fatto sentire una base ad Andrea (Lepa, N.d.R.) e gli era piaciuta, da li quindi l’idea di riprendere il pezzo, uno dei primi che avevamo registrato.
Arriviamo alla fine del 2003. Uscito il disco dei Balentia, ho continuato a lavorare a varie cose, tra cui un pezzo soulful-house cantato da me. “Save da childra”, questo il nome del pezzo, doveva uscire per la “Absolutely records” (label italiana produttrice del nuovo di George Micheal, N.d.R.”), io avevo firmato anche un contratto, ma alla fine non si è più fatto nulla.

Arriviamo quindi al 2005.
Progetti futuri?
Boh!
Tante idee ma poca gente che ci scommette su (parlo di etichette), anche se a dire il vero sto facendo girare poco materiale.
Devo decidermi a mandare qualcosa più seriamente…

Girano voci che state preparando il disco nuovo dei Balentia…confermi? Roba ce n’è già, ma per ora non parliamo di tempi. Su Maistu si è preso delle basi, anche roba che magari ho fatto con altri intenti, ma non so cosa ci debba cantare sopra!
Non ho ancora sentito nulla…
Altre strumentali pronte ce ne sono diverse; c’è pure una cover di “Knights in white satin” di Giorgio Moroder risuonata in chiave hiphop. Inoltre ultimamente ho lo stimolo di cercare qualcun’altro che rappa e magari qualcuno che canta (e che scrive di suo però!) ed unire le due cose insieme.

Come mai in Nos’è tottu non ci sono tuoi interventi rappati?
..perché mi è passata l’ispirazione .

Come mai?
Non riesco più. Quello che scrivevo erano specialmente cose personali, oppure fatti che mi erano capitati.
Alla fine ci sono tanti motivi; prima di tutto il posto dove vivo, che è decisamente anonimo. Anni fa almeno c’era un gruppo di persone a cui magari dire o riferire certe cose. Inoltre prima scrivevo dappertutto; i testi de l’Alieno per esempio, sono stati scritti in fabbrica, sui cartoncini delle rocche che uso per caricare le macchine.
Di solito facevo una specie di freestyle mentale, anche se io di solito non faccio freestyle perché non ho occasione di allenarmi. Chessò… trovarsi in una stanza e sfidarsi, e poi non c’è gente che ha a che fare con la mia idea di musica, con ciò che rimane della “nostra” (ormai non so più a chi mi riferisco con il termine ”noi”) idea di rap; di hip hop : la nostra old skool..
Se c’è qualche pischello che dalle mie parti stà appresso all’hip hop (alla “sua” idea di hip hop) è una cosa che non riguarda me, troppo anonimi e in fin dei conti poco visibili socialmente…e poi il livello è bassissimo!
In paese da tempo sono rimasto praticamente solo, e ormai ho smesso anche di suonare in giro, questo per vari motivi, dato che gli ultimi live gli ho fatti molto “alla leggera”, perché salivo sempre troppo sbronzo per combinare qualcosa di decente, quindi ho pensato che per andarci cosi non c’era il tanto, anche perché una volta mi divertivo comunque nel
cazzeggiare col pubblico o a prendermi poco sul serio mentre mi esibivo…ora forse non mi và più.
Poco tempo e soprattutto, poca ispirazione.
Ultimamente invece, trovo più gratificante registrarmi in studio, canticchiare melodie e tentare di armonizzarle; spesso
in Inglese. Insomma, la fase creativa più che quella esecutiva; fissare l’ispirazione, l’idea ; è questa la cosa più gratificante, per poi disperarmi ogni volta che risento le tonnellate di progetti in conclusi che spesso hanno un ottimo potenziale (in senso musicale non commerciale).

In campo strettamente rap quali sono i tuoi produttori preferiti?
Non saprei…
Ti posso parlare di produttori che mi piacciono, ma non in campo strettamente rap.
Per esempio i Coldcut (e già vi sento “che cazzo c’entrano con l’hip hop?” Perché esiste anche qualcuno che sa chi sono? Nrd,ROMO), loro e tutta la Ninja Tune di una volta,oppure la Bomb squad dei tempi d’oro dei PE, anche se adesso è molto superata..
Una volta la roba di Prince Paul dei De La Soul (anche se poi quando scopri che quasi tutte le canzoni sono dei mega
sample in loop che fanno il pezzo con un breakbeat sopra, spesso preferisci ascoltarti gli originali!)
Questa dei produttori rap.. boh, io non ce l’ho come cosa…
Un produttore che mi piaceva era Deodato (Kool & the gang), Giorgio Moroder, poi potrei dirti uno come Stelvio Cipriani ,Umiliani..che sono produttori, ma decisamente in altri ambienti…!
Ma qui si parla di hiphop quindi…boh!?
Potrei dire Timbaland; mi piace quello che fa, ma non conosco manco tante cose alla fine…
Un altro che apprezzo è Dre; lui ha fatto buone cose fino a “2001”.
Comunque non ho dei riferimenti fissi, posso apprezzare anche una cosa di ognuno…
Ma poi me ne piacciono tanti.…troppi!

ROMO- Ok, capito…
Ascolta una cosa.: Se un ragazzo ti dice che vuole cominciare ad ascoltare rap in maniera più approfondita, quali dischi gli consiglieresti per farsi un idea?
Sicuramente qualcosa dei beastie boys, “De la soul is dead” e “3 feet high and rising” dei De la soul, che sono stati un mio amore adolescenziale. Poi, per tornare ai Beasties, gli consiglierei “Paul’s botique”; un disco geniale, e avanti coi tempi, ma che non si ricorda nessuno.Qualcosa di Paris, Cypress hill di un tempo e boh…ma più che altro funk e jazzfunk a manetta!
Bisogna dire comunque, che un disco come quello dei De La, un pischello di oggi certe non potrebbe capirle, perché certi concetti gli apparirebbero scontati e banali.
Come rap americano basterebbero questi due esempi, come italiano sicuramente i Sangue misto, qualche canzone di Kaos tipo “cose preziose” , e per il significato e per le sensazioni che mi ha sempre trasmesso, molte di Militant A; quelle vecchie ma anche alcune di “Banditi”, più che altro per far capire al pischello che esistono diversi stili molto dif-
ferenti l’uno dall’altro che possono convivere…questa stronzata del numero uno nel campo musicale è da idioti totali.

Secondo te perché l’hiphop non è mai veramente esploso in Italia?
Secondo me perché la vera musica da strada in Italia e roba tipo Gigi D’alessio, e porcate simili. Poi diciamolo pure senza troppi problemi: in Italia chi investe sull’Hiphop?
E’ quello è..inoltre a mio avviso, anni fa c’erano anche dischi più fruibili dal grande pubblico, come quelli del Neffa di una volta, che rendevano più piacevole l’ascolto anche da parte di chi non era in questo ambiente. Inoltre prima almeno ci investivano soldi….ricordate i Chief e soci?
Potevi sentirli girare in radio…Chief e soci, Neffa, La Pina… “Piovono angeli” era un disco che non mi dispiaceva sentire;riprendendolo oggi ci sono ottime canzoni come la tittle track e “Parla Piano” che mi danno ancora emozioni forti e mi ricordano malinconicamente un periodo e qualcosa che ho perduto per sempre,aveva delle buone atmosfere, e inoltre mi piacevano i cantati. Vedi, a me davano emozioni ‘ste cose qua o, ad esempio, le cose di Militant a. Mentre non mi davano nulla cose come Joe Cassano, per dirne uno…riconosco l’innovazione metrico-stilistica di robe del genere, ma non so…non riuscivo, e non riesco tuttora a sentirmi robe del genere…come non amo lo stile replicante
delle cose che escono dall’area di Milano.

Che mi dici di Fabri Fibra?
Sarei curioso di sentire l’ultimo disco, perchè penso ora che Fabri abbia finalmente passato la fase dello stile fine a sé stesso, che cioè il periodo Uomini di mare sia finito. Vedi, a me quel disco non piaceva per niente!
Un periodo compravo tutto il rap italiano pubblicizzato su Aelle, ma poi ho mollato. Certe cose facevano veramente pena…
Un gruppo che mi era piaciuto molto, anche se per certe cose era un po’ elementari, erano i Cupo Beat . Mi piaceva l’attitudine, e quello che dicevano; il sarcasmo e quell’atmosfera di cupa rassegnazione di chi vive in provincia; si sentiva subito che era un disco molto genuino…vero.
A mio parere i rapper cittadini rimangono un po’…hmmm..non so..diversi…e troppo uguali tra loro!

I Club Dogo, per esempio…
No no… a me non piacciono. Non mi ci rispecchio.. ho sentito due o tre canzoni loro, ma non mi ci trovo e inoltre non mi piacciono manco musicalmente…

ROMO- Un ultima cosa: ti senti limitato vivendo in Sardegna? Secondo te avresti più opportunità stando fuori dall’Isola?
Certo!
Perché c’è il fatto logistico; se tu vuoi andare a suonare fuori è un casino veramente.. così come lo scambio di conoscenza e le collaborazioni artistiche oltre che le opportunità che offre a chi vive nel continente il fatto di sapere usare della tecnologia
Come quella utilizzata nei moderni studi di registrazione o broadcasting o nel campo informatico…so fare tutte ste cose ma qua non me ne faccio nulla e devo lavorare in fabbrica!

Intervista a cura di ROMO

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