INTERVISTE

BS Crewz Intervista: Parole E Destini

La BS Crewz nasce nel marzo del 2001 dall’esperienza di Crane MP e l’impegno di W.Space

C: Raccontateci un pò di voi.
BS: La BS Crewz nasce nel marzo del 2001 dall’esperienza di Crane MP e l’impegno di W.Space. Il suo significato è Branco Sardo,
BS è la sua sigla. Gruppo nato dall’ingegno e l’idealizzazione di un nuovo progetto, una nuova
sperimentazione nata dall’impegno, interesse di spingere un arte e sopratutto la passione per l’hip-hop.

C: Come è nato questo cd?
BS: Il cd è nato per la necessità di esprimere e puntualizzare alcune situazioni che abbiamo vissuto…
Anche se, poi dietro ogni pezzo c’è un risvolto che mira più al sociale e quindi ai problemi della collettività…
Abbiamo fatto diverse iniziative, dopo l’uscita del cd tra cui quella di dare la metà del ricavato in beneficenza.
Non sarà tanto ma nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare qualcosa e di lanciare un messaggio che si realizzasse in qualcosa di concreto.

C: A chi andrà il ricavato donato in beneficienza?
BS: Andrà in beneficenza a varie associazioni e utilizzato per le situazioni peggiori che ci sono nel nostro quartiere…

C: Mi parlate un pò dei prezzi del cd?
BS: Il prezzo fisso dei cd è 10€. Speriamo di riuscire nel nostro intento, per ora direi che sta andando bene.

C: Mi parlate un pò di ogni pezzo del cd?
BS: Allora… “Linea di Confine” è una canzone di protesta che denuncia la situazione sarda per quanto riguarda l’occupazione
per fattori non certo pacifici delle coste della Sardegna…
“Sardinia Beach” è una canzone che parla dell’amore di un sardo verso la propria terra.
“Dark Corner” invece è un accusa contro le major e una puntualizzazione di come stanno andando le cose qui in italia per
quanto riguarda questa cultura (punti di vista)
“Accendimi lo speaker” ha tematiche più che altro sul nostro modo di vivere l’hip-hop.
“Parole&Destini” la nascita della nostra crew.
“Ghetto Blaster” è una canzone abbastanza personale, racconta di alcune situazioni vissute da noi in prima persona,
“Another Face” racconta la nostra vita prima che esistesse questa crew.
“Sa Gammada Sarda” affronta tematiche improntate sul sociale, con forti accuse…

C: Mi parli un pò della scena sarda?
BS: Per quanto riguarda la scena, secondo il nostro parere…tutto sommato va bene, si organizzano diverse jam,
escono molti dischi e questo non può che far bene…Abbiamo diverse realtà un po in tutte le discipline che secondo noi spaccano.
Questo è quello che vediamo, poi dovresti chiedere a chi c’è da più tempo…

C: Com’è il livello delle jam?
BS: Dipende da cosa intendi…per quanto riguarda l’organizzazione a volte, non tanto buono, questo però anche perchè non
ci sono strutture adatte…e anche perchè alcuni i gestori dei locali, continuano a fregarsene la maggior parte delle volte.

C: Secondo te potranno mai esistere dei locali che mettono solo hip-hop in italia?
BS: Non sappiamo com’è la situazione nel resto dell’italia…In Sardegna, pensiamo sia una cosa impossibile, visto che manca
proprio la mentalità per fare certe cose, si fatica a trovare i posti per fare le jam, immagina un locale dove si metta solamente questo tipo di musica…

C: La scena sarda sta facendo uscire molti prodotti, ma come la vedete voi che la vivete?
BS: Ma diciamo che, secondo noi è una cosa molto positiva, perchè ora ci sono diverse realtà underground e non solo.
Puoi trovare dal gruppo che fa hardcore al gruppo che ha un approccio più sentimentale a quelli che fanno puro intrattenimento.
Per noi è importante che ognuno abbia il proprio modo e il proprio approccio.
Il problema vero è reale per alcune crew è anche quello della visibilità, sembra che quando qualcuno fa uscire qualcosa che non
rientra nello standard allora venga scartato a priori, ma i diversi generi di questa musica si sono avuti sperimentando non sono
nati dal nulla è importante esercitarsi a capire diversi modi di pensare e di fare hip-hop e sforzarsi di fare qualcosa di originale.

C: Che rapporto avete con la scena del resto della penisola?
BS: Con il resto dell’Italia non abbiamo grandi contatti, anche perchè come tutti ben sanno siamo confinati in un isola e anche fare live
o altre storie è molto difficile. Se uno vive in italia si può spostare molto più facilmente e far conoscere meglio il suo prodotto di persona
o comunque prendere contatti con diverse realtà. Da questo punto di vista siamo molto svantaggiati purtroppo…

C: Che rapporto avete con internet?
BS: Pensiamo che Internet sia molto importante per un artista o un gruppo perchè da senz’altro la possibilità di promuovere meglio il prodotto
inoltre aiuta per chi come noi è confinato nell’isola ad avere più rapporti con l’esterno…diciamo che risolve gran parte dei problemi…
Inoltre presto sarà online il sito della Madbeat, con diverse sorprese.

C: E per il discorso mp3?
BS: Gli mp3 sono utilissimi proprio per il discorso che facevamo prima, l’importante è saper usare questi mezzi nei dovuti modi,
Purtroppo molte volte con i programmi di condivisione ci sono persone che scaricano interi album, non capendo che cosi facendo
danneggiano gli artisti e l’intera scena…

C: Come vedete questa “rinascita” dell’hip-hop?
BS: Pensiamo sia positiva, per quanto riguarda la visibilità…per il resto se parli dell’interessamento dei media all’hip-hop pensiamo
che non sia un reale interessamento ma un interesse finalizzato ad incentivare una moda e a ingrassare le case discografiche e quant’altro.
Speriamo che la gente non badi solo all’apparenza e vada a cercarsi i reali contatti e i giusti canali…

C: Come vede la situazione delle donne nell’hip-hop?
BS: Per quanto riguarda le donne, secondo noi ce ne sono ancora poche, anche se quelle che ci sono spaccano.
Noi comunque abbiamo una collaborazione nel disco con Sa Gommai un mc’sarda.

C: Avete suonato dal vivo?
BS: Si abbiamo già suonato e ci siamo mossi abbastanza, adesso ci stiamo un po fermando in preparazione di qualcosa di nuovo,
anche perchè questo cd è uscito 2 anni fa… Abbiamo suonato in diversi luoghi e sopratutto abbiamo cercato di portare questa musica
anche a gente che non la conosceva.

C: E come è stato l’impatto con il pubblico?
BS: Abbastanza buono, alcuni hanno apprezzato molto…
Inizialmente un pò diffidenti poi invece si sono dimostrati quelli che sanno apprezzare un gruppo per quello che è realmente…

C: Progetti futuri?
BS: Per ora penso che ci dedicheremo al prossimo album poi si verdà.
Intanto tra non molto sarà disponibile online il sito della Madbeat.

C: Volete salutare qualcuno?
BS: Vogliamo salutare tutti i b.boy e le fly di tutto lo stivale e le persone che continuano a supportare e spingere questa cultura,
tutte le persone che ci sono state vicine e ci hanno aiutato nella riuscita del progetto e te per averci dato la possibilità di chiarire alcune cose con questa intervista.

30/07/2005

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