RECENSIONI

Maloscantores – Musica Sarda | Recensione

Non c’è bisogno di presentare i Malos Cantores. Progetto che deriva dalla decennale esperienza di Sa razza; gruppo che ha fatto la storia del rap isolano (e non).
Dopo il periodo di stand-by del progetto Sa Razza, i nostri hanno deciso di rinnovarsi, ricominciando da capo col progetto Malos cantores, ormai giunto al secondo disco. “Scritto di getto..in pochi mesi”, come mi ricorda micho.
Partiamo dalla cover, che contiene un’ottima grafica curata da hirez , accompagnata da una bella bandana realizzata da un tatuatore Sardo.
Passiamo ora alla musica.

Comincio subito col dirvi che “Musica Sarda” è un buon disco.
Esso incorpora al suo interno diversi stati d’animo. Si passa dai pezzi seri e impegnati, al singolo caciarone, tutto affrontato sempre con passione e grande abilità al microfono.Si nota subito che il duo è in forma, esprimendolo già a partire dalla prima traccia: “Musica Sarda”, che da il nome al disco.
Quilo e Micho sono in continua evoluzione, e si sente. Liriche crude come non mai, unite a stile e voglia di mostrare con orgoglio le proprie origini. Bella anche “Fueddus”. Qui il duo cerca di evolvere il flow, dimostrando capacità al microfono come pochi. Inoltre ganga ci lascia ottimi scratch sul finale di traccia, impreziosendola con stile.
“No ses’ommini” presenta invece, marcate influenze raggae. La traccia comunque, non brilla certo per originalità; la cosa che spicca in essa è il testo, una critica al mondo odierno, a chi ci controlla e manovra, rapportando il tutto alla nuova generazione di ragazzi, spesso influenzati da programmi spazzatura e trend fasulli. Oltre al testo, segnalo il buon refrain che rimane subito in testa dopo il primo ascolto.
“Peppucciu” invece, ci racconta la storia di uno dei tanti personaggi delle bidde isolane. Da ragazzo di strada a spacciatore, fino agli intrallazzi politici e la prematura morte per omicidio-vendetta. Il featuring delle Balentes porta una ventata di pop al disco, facendomi tornare alla mente il vecchio lavoro dei Sa razza con nike. Il pezzo ha un grande appeal radiofonico. Se le radio permettono, potrebbe pure diventare una hit. La base inoltre, ha un feeling sudamericano, complice il refrain delle Balentes e i fiati della strumentale.
In seguito troviamo “Espisi” , intervallata da due buoni skit, uno firmato addirittura da Quilo!!
“Derettu e schiettu” è una canzone che parla di chi spesso critica a vanvera. Il rap come sempre è molto buono. Anche qui traspare una gran voglia di evolversi dal punto di vista lirico. Purtroppo il rap è sorretto da una base piuttosto anonima. Il drumset della stessa inoltre, mi pare molto approssimato e scarno.
“La pantomima del rap” è una delle migliori tracce del disco. Essa parla dei ragazzini che spesso sembrano la (brutta) copia spiccicata (vedi vestiti, pose, etc.)di blasonati rapper amerikkani, oltre a una critica verso majors discografiche e riviste di settore. Gli ospiti catalani sono più in forma che mai; Leur si dimostra gran liricista e mattatore, mentre dj savi impreziosisce con gli scratch. La base fa’ il suo onesto lavoro, aiutando a far scorrere il flow degli emcees, contribuendo a sottolineare il sarcasmo pungente espresso nei testi.
“Picciokka mala” comincia che pare un reggaeton. L’organetto è stucchevole, il refrain ossessivo, il rap deludente. Poi cambia.
Il clima “ragga” viene rilasciato solo nel refrain; cantato da rosy p. Nel complesso una traccia che sinceramente avrei inserito come bonus, assieme a “La malesa”.
Traccia 12. “Sangue e inchiostro”. Sia rap che strumentale mi invitano allo skip. Il refrain è anonimo, la strumentale idem. Poi però ascolto il testo. Si parla di Sardegna, di vita in terra sarda, sottolineando il grande amore per la propria terra. Non male!!
“Fizu meu” è un bel tributo a una grande voce, quella di Maria carta. Bello il sample della Carta nel refrain; si sposa bene col resto della strumentale. La cosa difficile in questo pezzo era il non apparire scontati. I Malos riescono nell’intento, facendo trasparire nei versi passione e sentimento verso chi li ha messi al mondo.
“Bellas mariposas” invece, non mi convince appieno. Il refrain guarda ancora alla tradizione musicale sarda, ma nel complesso non rende molto. A mio parere la song andava rifinita meglio. Il punto di forza anche in questo caso sono le liriche, complici di salvare la canzone dalla noia.
“Peccados e peccadores” ospita gli Stranos elementos. Assieme a “la Pantomima del rap”, è una delle migliori tracce del disco. Gli Stranos assieme ai Cantores tirano fuori liriche crude e sentite. Il testo inoltre, è una critica aperta alle ingiustizie del mondo odierno.
Siamo in chiusura di disco.
“Ghettami unu zerriu” è dedicata ai caciaroni che spesso e volentieri “pesanta casiu (fanno casino, ndr)” nelle serate. Conosco i personaggi. I malos hanno fatto bene a “dedicare” una canzone anche a loro. Cosi la prossima volta il casino si trasporterà sotto il palco assieme a tante bottiglie di vino, birra e acquavite!!
Penultima traccia: “Su ga la”. La strumentale non mi convince assolutamente, mentre il testo diverte e fa sorridere. Esso è un’aspra critica al sistema politico Italiano, oltre a varie frecciatine a “Sa giusta” e i bollini Siae.

In chiusura troviamo un orripilante reggaeton, che troverà sicuramente un buon riscontro nelle piste da ballo. Sinceramente un pezzo cosi al disco fa più male che bene. Io l’avrei inserita assieme alle tracce della parte multimediale.
Per concludere, il punto dolente dell’album rimangono le strumentali. Spesso non aiutano un pezzo a farsi piacere, rendendolo noioso o, ad un ascolto superficiale, poco interessante.
So che i Malos volevano comunque far uscire il disco a maggio. Personalmente avrei aspettato ancora un po’ a farlo uscire nei negozi, cercando magari di rivedere alcuni pezzi.
La valutazione del disco comunque non cambia. Rimane un buon disco di “Musica Sarda”, lontano anni luce dagli ultimi trascorsi discografici dei sa razza. L’acquisto è vivamente consigliato a chi ascolta il raap ma non solo. E’ un disco per tutti, sardi e non (nella parte multimediale trovano spazio anche le traduzioni dei testi in italiano).

ROMO

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