INTERVISTE

Menhir Intervista: L’Hip Hop in Limba

C’è una carica di energia magnetica nella musica dei Menhir , una scossa avvolgente che genera una magica attrazione dalla quale non è possibile uscire. I Menhir “rappano” con la forza travolgente del suono e della parola , che arrivano dritte a lambire i confini dell’anima . Momak (Marco Moro) e Kappa (Alessandro Gaia) sono gli architetti di un hip hop che , partendo dall’atavica armonia della limba sarda , si riveste di modernità in una dosata miscela di sonorità e ritmiche sarde, funk, jazz .
In questa intervista i due “rappers” nuoresi ci spiegano l’essenza dell’Hip Hop e si presentano ai lettori di Sonos & Contos.

Quando è iniziata la vostra avventura musicale?

“Come musicisti siamo attivi dai primi anni 90, mentre i Menhir sono nati a cavallo tra il 1996 e 1997”.

E’ vero che le crew nuoresi di break-dance si sfidavano in città?

“Sì è vero, anche se chiaramente il clima era molto disteso, nel senso che tutti si conoscevano e quindi la rivalità era molto pacifica, però allo stesso tempo nessuno aveva intenzione di perdere. Anche perché le sfide ufficiali avvenivano sempre in presenza di un pubblico e in una cittadina come Nuoro la gente poi parlava di chi si era fatto valere e di chi no” .

Perché il nome Menhir? 
“Perché è un nome che appartiene alla Sardegna ma allo stesso tempo al mondo. I Menhir sono una testimonianza concreta del nostro passato, condiviso però con quello di altri popoli nella cui terra sono state infisse queste millenarie pietre monolitiche : è la testimonianza del fatto che esiste sempre qualcosa che accomuna le diverse culture e razze del pianeta, compresa la musica”.

Come definireste il vostro genere musicale?

“Sicuramente Hip Hop, anche se nei nostri lavori si scorge un innovativa e per certi versi sperimentale fusione, in un’unica traccia, di diversi orientamenti musicali quali appunto l’hip hop, l’etnico , il jazz e il funk. Diciamo che cerchiamo di fare buona musica, evitando di ingabbiarci in una definizione restrittiva della nostra attività musicale”.

Cos’è l’Hip Hip, solo musica o anche stile di vita?

“Entrambe le cose, con tutte le sue più piccole sfumature. E’ un atteggiamento mentale, un modo di parlare, di migliorarsi come persone, di affrontare i problemi ed in particolare di dare alla propria vita una regola da seguire”.

Quali sono gli elementi fondamentali dell’Hip Hop?

“L’ hip hop è una cultura che comprende l’espressione del corpo, del colore, della musica e della parola. Il b-boying è conosciuto dalle masse come breakdance, il writing è l’arte di usare gli spray,( infatti viene chiamata anche areosolart o graffittismo), il djing è la disciplina dei dj che nell’hip hop devono essere abili nella tecnica dello scratch, del mixaggio e del cutting . L’ mcing è in simbiosi col djing . Per cui il rapper che si esprime musicalmente col microfono costruisce le rime seguendo un tema e un ritmo preciso, (un po come fanno i nostri cantadores ), interagendo col dj”.

Il concerto piu bello?

“Non sapremmo davvero scegliere un concerto da incorniciare come il migliore. Ci sono state diverse occasioni dove abbiamo avuto la fortuna di avere un bellissimo pubblico ( decine di migliaia di persone, anche nella penisola) un bell’impianto e una forma vocale ottima”.

Il vostro “rappare” in sardo funziona benissimo:è difficile costruire le sonorità in limba?

“Assolutamente no, anzi per noi è più semplice. Il sardo ( a patto che lo si conosca bene) si presta molto di più dell’italiano alla costruzione di un testo rap poiché il suono delle parole è già di per se musicale”.



Ascoltando i vostri due lavori si scorge un richiamo , neanche tanto lontano alle voci gutturali dei tenores … 


“Infatti noi partiamo dalle voci baritonali del tenore per costruire i tappeti vocali delle nostre canzoni, è come un marchio che ci colloca in un preciso luogo del mondo”.

Spiegate, soprattutto ai profani,come nasce un vostro brano….
l’ approccio alla costruzione di un beat, la sua strutturazione, la scelta dei suoni ..
Di solito costruiamo una base e poi il cantato, anche perché le tematiche scelte e le sue parole ci vengono suggerite dall’atmosfera della base stessa. Il tempo standard di una base hip hop è il 4/4, cioè un tempo pari, quindi i campionamenti o gli strumenti dei musicisti devono rientrare in questo beat . I suoni di solito sono scelti in base alla capacità di “ riempimento” che hanno sul giro di batteria”.

Sia nel primo album, Pecorino Sardo, che nel secondo, Menhir, i testi sono sempre molto impegnati..direi duri e taglienti…

“In un paese dove le radio, le tv e i giornali propongono e pubblicizzano musica a senso unico ( la classica canzone sanremese, per capirci ), col solito tema dell’amore come pretesto e l’ orecchiabilità della base come fine commerciale, noi siamo un po’ come la nota stonata. La musica è prima di tutto comunicazione, e noi la intendiamo come una scossa che deve arrivare nella mente per lasciarti qualcosa e farti riflettere su quello che succede intorno a te”

Non solo Hip-Hop , la presenza di Gavino Murgia e Simone Pala in “Menhir” denota un vostro profondo amore per il funk-jazz…

E’ incredibile sentire le note di uno strumento come il sax , la tromba o il pianoforte e sentirsi catturati dall’emozione che suscitano. Oggi la musica si consuma velocemente come un prodotto usa e getta, noi vogliamo invece darle quella caratteristica che te la fa apprezzare anche se la ascolti cento volte. Perché ogni volta scopri che ha qualcosa che prima ti era sfuggito, come un dipinto ricco di particolari, e Gavino e Simone sono capaci di fare tutto questo”

Quanto sono importanti , nel vostro lavoro, gli scratch di Dj Gruff? “

Lo scratch è la tecnica di manipolare un disco con la mano producendo un suono graffiante. Ciò che è davvero importante nel nostro lavoro con Gruff è però quella sua innata capacità di far uscire la parte migliore di noi , sia dal punto vista professionale che umano. Poi, ovviamente, se ti riferisci agli scratch, tutti sanno che Dj Gruff è il migliore in Italia”.

Se vi parlo di Nuoro a cosa pensate?

“Alla nostra storia umana e a quanto siamo legati ai suoi luoghi: è difficile da spiegare ma è come chiedere ad un albero pieno di vita cosa pensa della terra dove affondano le sue radici”

Il vostro secondo lavoro, Menhir è stato pubblicato dalla dinamica etichetta S’ard: parlatemi di Michele Palmas…

“Ha creduto nel nostro lavoro e ci ha dato una grossa mano a realizzarlo. Abbiamo un bel rapporto e lui ci dà la piena libertà di esprimerci come vogliamo. Michele ha capito che la nostra musica esiste solo se esiste la fiducia in noi, e nonostante si occupi principalmente di jazz ha dimostrato di saper cogliere quello che è lo spirito dei Menhir. Per questo ci sentiamo in dovere di ringraziare lui e tutta S’ard Music , un etichetta composta da grandi musicisti e splendide persone”.

Avete ottenuto dei premi nella vostra carriera?

“Nel 2002 abbiamo partecipato alla quinta edizione del Festival della canzone sarda quasi per gioco. Un nostro carissimo amico di Santadi ha spedito alla direzione artistica il cd Pecorino Sardo, realizzato con Dj Gruff e siamo stati selezionati. Da quel momento il nostro ragionamento è stato semplice : abbiamo la possibilità di farci conoscere meglio in televisione e di avere un pò di visibilità nei giornali- ci siamo detti- quindi andiamo al Festival , senza nessuna pretesa. E invece ci siamo ritrovati al primo posto come migliore gruppo: una bellissima esperienza e una grande soddisfazione”.

Che momento vive il rap e l’hip hop in Sardegna?

“Per l’hip hop è un ottimo momento, i suoi attivisti stanno crescendo e migliorando ed è davvero un fatto positivo perché crea maggiore qualità. Ci piace parecchio anche la scena del writing, dove stanno emergendo ragazzi con un grande talento, mentre nel breaking abbiamo una scuola ormai consolidata da più di 20 anni: speriamo che l’interesse per l’Hip Hop cresca sempre di più”.

Anche voi Menhir avete aderito con convinzione , come molti altri artisti sardi di grande spessore ,al progetto Brinc@:parlatene..

“Il progetto Brinc@ è una delle più geniali intuizioni di questi ultimi tempi, un veicolo promozionale davvero importante. Dà infatti la possibilità ai gruppi sardi di esportare i loro spettacoli e questo, per chi fa arte nell’isola è una grande occasione. Ne approfittiamo anche per ricordare che chi volesse avere maggiori informazioni sul progetto può visitare il sito: www.progettobrinca.com

Sogni e progetti futuri?

“Il maggiore sogno dei Menhir è quello di esportare la cultura sarda e farla apprezzare da chi magari la conosce solo in maniera “superficiale”, e dare ai giovani la possibilità di esprimersi con tutti i mezzi opportuni”. Per quanto riguarda i progetti futuri stiamo già lavorando da tempo al nuovo disco, la cui uscita è prevista per l’estate del 2009. Inoltre nella prima settimana di Ottobre ci attende una mini-tournèe nella penisola , che guarda caso rientra nel progetto Brinc@”.

Di Pierpaolo Fadda

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