INTERVISTE

Ekri Intervista: Tra Cagliari e Milano

Intervistiamo Ekri. Originario di Cagliari ma trasferitosi da poco a Milano,è un classico esempio di chi è costretto a muoversi dalla propria realtà per inseguire un’opportunità. Scopriamo allora quali sono le maggiori differenze tra le scene hip hop delle 2 città.

Ekri parlaci di te,illuminaci su cosa ti ha portato ad intraprendere la strada del Rap.

Inizio dicendo che fin da piccolo, di fronte alla mia scuola elementare, rimasi affascinato nel vedere due ragazzi più grandi di me sfidarsi a colpi di rime.
Potrei dire che fu da quel giorno che intrapresi la strada del rap, una strada nella quale iniziai fin da subito a trovarmi a mio agio!!
Il mio amore per questo genere musicale e la mia voglia di mettere per iscritto i miei pensieri,le mie emozioni, la mia vita, mi ha portato a coltivare questa passione e a continuare il mio percorso in questa strada.


Amore,vita di quartiere,problemi sociali e generazionali.Tematiche molto frequenti oggigiorno.
Ma quanto incide il pensiero di un “nome facile” tra il giovane pubblico sulla descrizione dei temi affrontati?

Sicuramente il pensiero di un “nome facile” influisce sul giovane pubblico, vista la scarsa presenza di grandi modelli, di comportamento e di pensiero, al giorno d’oggi. Quindi i giovani tendono maggiormente ad essere condizionati da questa possibilità! Purtroppo però non sempre il concetto espresso è positivo.


Il freestyle è stato una componente fondamentale della tua formazione artistica. Pensi che un rapper debba essere tanto bravo nell’improvvisare
quanto nello scrivere per essere rispettato a 360° dalla “scena”?

Io penso che l’improvvisazione sia importantissima, è una base fondamentale della cultura hip hop, è dal freestyle che è nato tutto! Il freestyle aiuta a tenere sempre allenata la mente e a dare un’ elasticità mentale che ti porta ad avere continuamente nuove idee e rendere fluido ogni tipo di discorso.
Io penso che non si possa generalizzare sul talento di un rapper in base all’eguale bravura nello scrivere testi e nel “freestare”, ma penso che un “MC” completo debba saper fare bene entrambe le cose.


Il dissing è soltanto una sfida di talento dove tutto rimane all’interno del “gioco” o ha ripercussioni personali tra i contendenti?

Mi aspettavo una domanda del genere! Purtroppo non si può generalizzare manco su questo perché ogni caso ha una storia a se! Ci sono dissing che rimangono solo delle competizioni musicali e dissing che si trasformano ahimè in “scazzi” nella vita privata.


Sappiamo che ti sei trasferito da poco in Lombardia. Quali sono le maggiori differenze riscontrate con la scena sarda?

Bé diciamo che per risponderti dovrei fare un grossissimo elenco, sicuramente la cosa che ho notato maggiormente è lo spazio che viene dato ai giovani artisti emergenti che a Cagliari invece non c’è. Qui le serate (LIVE, CONTEST, ETC.)sono all’ordine del giorno.


Hai trovato più coesione tra gli artisti rispetto a quando vivevi a Cagliari?

La competizione negativa c’è dappertutto, però direi che gli screzi presenti a Cagliari non si vedono facilmente da altre parti, vista l’invidia che regna tra tutti.


Pensi che chi scrive testi,abbia davvero bisogno di comunicare qualcosa di “vero” o che prevalga più un gusto estetico
della rima rispetto al contenuto?

Chi scrive testi, banali o solo ritmati, nel suo piccolo ha sempre qualcosa da comunicare, per quanto molte volte possa essere ben nascosto, c’è sempre.


Aristotele diceva che la vera poesia era imitazione della realtà.E’ dunque il rap sinonimo di poesia,che parla sì di realtà,
ma con un linguaggio diametricalmente opposto a quella letteraria?

Si,secondo me il rap potrebbe essere considerato “POESIA MODERNA”, dove è possibile affrontare ogni tematica appartenente alla realtà che ci circonda.


Il web è oramai il più grande palcoscenico per gli artisti emergenti. Perchè se il rap fa migliaia di visualizzazioni sui
canali più disparati,non c’è un corrispettivo adeguato in termini di esibizioni live?

Il web regala spazio a tutti, anche a gente che a parere mio non lo merita, al contrario della vita reale dove gli spazi per gli artisti emergenti chiudono le loro porte a questi ultimi per aprirle solo ad amici di amici di amici o meglio ai “RACCOMANDATI”.


Quanto si sente lo “snobbismo” di chi reputa l’hip hop un genere meno rispettabile in confronto ad altri?

Io sinceramente non sento nessuno snobbismo anzi, penso che la musica hip hop sia una delle più amate e ascoltate.


Il nuovo che avanza: Teso ed il fenomeno Matti.Tanti fans quanti detrattori,perchè?

Bé, già nominarli come “FENOMENO” mi sembra un’esagerazione! Avere più visualizzazioni di altri su Myspace o Youtube non significa di certo essere fenomeni, i fenomeni sono ben altri. Ci sono milioni di persone che cantano da dio, che fanno stage, che cercano di costruirsi un futuro e nessuno li conosce. Se dovessimo mettere a confronto questi ultimi con Matti tutti sapremmo che non ci sarebbe termine di paragone .
Conosco persone che cantano da paura e che chiaramente non avendo la possibilità di fare quei primi passi per farsi conoscere rimangono ferme alle loro esibizioni al karaoke del sabato. Come ho detto parecchie volte “col talento ci si nasce e non lo si crea”.


Il rap del futuro:di quale innovazione ha bisogno la scena underground cagliaritana?

Di quel tocco di originalità ,di un maggiore spazio, e di più unione fra tutti, ma soprattutto di più produttori disposti ad investire su di noi.


L’Ekri del futuro : a cosa stai lavorando in questo momento?

Per scaramanzia non voglio anticipare nulla, ma ti sottolineo in grande : PRESTO AVRETE MIE NOTIZIE.


Una domanda alla quale avresti voluto rispondere.

Non c’è stata una domanda alla quale avrei voluto rispondere,piuttosto sarei voluto essere io a proporne una e ora la faccio: “Quanti di voi sono invidiosi del proprio spazio e non si affiancherebbero nessuno pur di tenerselo stretto?”. Quando troverete una risposta forse non ci sarà più merdaio a Cagliari.


MANUEL MUSIU

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