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Sam Joker – Joker Style | Recensione

Sono passati 16 lunghi mesi dalla pubblicazione di “Quattordici”, prima raccolta di inediti del giovine verseggiatore quartuccese Samuel Cadelano in arte Sam Joker.

E questo 2010 non ha intenzione di restare inascoltato il ragazzo. Vi chiedete come?

Beh, portando a compimento il frutto di un lavoro lento, a più fasi, che ricongiunge vari brani sparsi qua e là, tra singoli nuovi di zecca e saltuarie collaborazioni anche a livello nazionale.

In una scena rap in cui l’originalità è una caccia al tartufo bianco, dove le nuovissime leve cercano di farsi le ossa attraverso il “già sentito” che non muore mai, di quali novità si farà ambasciatore questo “Joker Style”?

Partiamo col boato del pubblico che accompagna i primi secondi dell’apripista nonchè titletrack “Joker Style”, brano assolutamente ammiccante, autoironico, fresco, tra dediche, autocelebro di rito, doppi sensi a go go ed incastri calibrati, beat incalzante e rap orecchiabilissimo.

Una delle migliori, se non La migliore, tracce dell’intero album, scelta appunto come singolo di lancio dallo stesso Sam.

Secondo brano dall’intro vagamente oscuro, parliamo di “E’ un tuo problema”, né primo né ultimo testo contro la faziosità della scena underground, che vanta la collaborazione di Ared.

Tutto sommato un risultato che non manca di dignità, buone strofe e ritmica,seppur non al livello del brano precedente.

Domanda: potrà mai mancare l’amore in musica?

Il terzo brano ci risponde chiaramente nossignore, in linea con l’idea di massima del nostro Joker, propenso come sempre a creare un prodotto “per tutti i gusti”, che accontenti chi di cuore fragile e chi di pietra, chi abbia voglia di farsi una risata e chi trovi semplicemente diletto nel suono delle rime.

Sarò sincero, quella de “L’ultimo Bacio” ( feat. Tita ) è una tipologia di canzone che non si addice molto alle mie corde : in un paese in cui l’amore viene industrializzato come i panini da McDonald’s preferisco “Love Affair” dei Baustelle alle intere discografie della Pausini e Ramazzotti ristampate cento volte.

Quarta traccia che si riporta sulla scia del brano d’apertura : “Io No” è un assolo che dimostra quanto i feat. non siano indispensabili,anzi.

Andamento progressivo, a tratti quasi cantato, qui Sam Joker biasima chi tende a vestirsi di sole parole, chi cambia atteggiamento con le persone a lui/lei vicine, chi nasconde la vera natura del proprio carattere per avvicinarsi agli altri esclusivamente per interesse.

Quinta traccia, quinta marcia : “Non mi capisce” è una piacevolissima esagerazione che enfatizza la frattura tra le vecchie e le nuove generazioni, un cortometraggio che racconta le ordinarie incomprensioni linguistiche ( e tecnologiche ) che si hanno coi propri nonni.

Si sente aria di “Verità Supposte” di Caparezza, una melodia che rimanda alle sitcom primordiali stile Benny Hill e affiliati, imitazioni dei tratti vocali talvolta cadenzati che rendono il tutto più vicino alla realtà, quasi ci immaginassimo la scena in tempo reale.

Con il prossimo brano si chiude il cerchio di produzioni totalmente inedite, appositamente composte per completare l’album : “Illuso” è un monito per chi si illude appunto di poter cambiare una persona con la sola forza dei propri sentimenti, per chi perde giornate intere a rivivere il passato cercando una colpa che giustifichi la delusione patita.

Si apre invece il cerchio delle canzoni pubblicate dall’uscita del precedente disco “Quattordici” ad oggi : ecco “Tra Sogno e Realtà”, che vanta l’apporto di un artista molto interessante quale “BumBum” Chaves.

Un testo principalmente cantato, una base ricca di arpeggi elettronici e delays, ma semplice e diretta nella sua melodia.

Buone idee per una traccia “radiogenica”, che purtroppo viene ridimensionata dal mixaggio non proprio certosino e da un sovraccarico di voci che peccano di armonia ed intonazione in certi frangenti.

Passiamo ad “Underground”, in cui troviamo per la seconda volta Ared, e in cui troviamo per la seconda volta un autocelebro che rivendica la superiorità dell’hip hop e del proprio stile sugli altri generi e sugli altri rapper.

Ci Sarò”, altro brano che se calcolato in barattoli di miele sazierebbe Winnie the Pooh per una settimana : una melodia che non lascia spazio ad interpretazioni, voce flebile ed acerba quella di Mary, una dichiarazione d’amore incondizionato che sicuramente non mancherà di conquistare una buona fetta del pubblico femminile. A questo giro però, mi chiamo fuori.

La vera forza di Internet, collegare due realtà che altrimenti difficilmente si sarebbero incontrate : “Non seguo schemi”, autostrada virtuale Cagliari – Cosenza, Sam Joker – Zeno.

Brano che alterna strofe veloci firmate SJ al rilassante groove dei ritornelli ad opera di Zeno.

Ci avviciniamo alla fine, “Non ne posso più” è un urlo di disperazione contro la realtà che ci circonda, di uno stato fatiscente e di un rispetto umano che talvolta pare inesistente.

Tra violenze, soprusi, difficoltà, Sam e Tita denunciano il loro disappunto senza troppi giri di parole.

Nani e ballerine, due porti che piegano la geografia a loro piacimento affacciandosi l’uno sull’altro : da Genova a Cagliari il pensiero è il medesimo, Sam Joker e Timbro per “Ciò che non sopporto” vanno di pari passo. Dalla politica al facile successo, parallelismi tra l’alta società e il proprio gruppo di appartenenza.

Chiudiamo questo “Joker Style” con “Dove ti porterà” : un riff di chitarra che mi illude per un momento, pensando di avere a che fare con un improvviso cambio di stile per un finale in bellezza..!

Beh no, il mio animo rock è stato messo presto a cuccia.

Cerniera con l’ennesimo autocelebro per un disco che tutto sommato dà il meglio di sé coi primi brani, sia a livello di costruzione che di qualità sonora, ma soprattutto, quando Sam giostra da solista, iniziando e concludendo il discorso da padrone di casa.

Tredici brani forse sono eccessivi, o forse tra questi qualcuno è di troppo, in ogni caso è un album che ha dei meriti e delle punte davvero godibili, ma soprattutto, un album che non si prende troppo sul serio, e che si fa ascoltare in maniera spensierata.

MANUEL MUSIU

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