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Ibo Montecarlo – I’M | Recensione

Mentre i King della scena italiana stanno sempre più sotto l’ala del main-stream, Ibo segue la strada
opposta, allontanandosi e seguendo sempre la “sua strada”, testardo, con orgoglio, da tipico vero
sardo.
A volte l’orgoglio e la testardaggine sono dei limiti che possono tagliare le ali agli artisti ed alle
persone in generale, forse ad Ibo una è stata tagliata, ed è quella che l’avrebbe portato a meritare
molta più attenzione all’interno della scena Hip Hop italiana, ma quella che gli è rimasta l’ha
comunque tenuto in alto in mezzo a quella stessa scena sempre più confusa, divisa, caotica,
frammentata e quant’altro. E’ questo forse il caso in cui l’orgoglio ripaga, infatti il suo nome è una
certezza e chi lo segue questo lo sa e può bastare. Forse. Ma se non bastasse probabilmente o non
l’avete mai ascoltato, o non vi piace il rap come pensavate.
E’ dal 2004 che si attendeva il suo nuovo lavoro solista, ed eccola qua, “I’Montecarlo”
L’attesa è stata ripagata per i fan dell’ Mc Cagliaritano che si presenta in un periodo pregno di
“artisti” rap, di Cd, di mix-tape, di EP, LP, Demo e chi più ne ha più ne metta e si sentiva davvero il
bisogno di certezze.
Diciannove tracce, prodotte interamente dallo stesso Mc, sullo stile del precedente mix-tape
presentato insieme al “fratello piccolo” Uzi Junkana. Una carrellata di collaborazioni che si
mostrano all’altezza del suo nome,dall’appena citato Uzi ai colleghi di sempre Tao e J.O.
(Mentispesse), da Coliche a Da BP, Lil Pin, Arangino, Gemitaiz e Madman (Extreme Team) per
chiudere con Killa Cali e Rayden.
Il disco suona liscio dalla prima traccia I never change, di cui già il titolo dice tutto sull’ Mc, sino
all’ultima, When the smoke is going down, in cui l’artista si mostra nudo e crudo, per come è. E
quest’ultimo è il tema stesso del disco, un lavoro intimo, come l’ha definito lo stesso Ibo, che sfocia
in canzoni personali, come Here I go Again feat. Ryden, Fino a quando non tornerai, Takinova feat.
Pacino, Your fault, so Right feat. Killa Cali – probabilmente la miglior traccia dell’album – , 3000
problemi, So quello che vuoi feat Coliche e la bellissima Amico Mio.
Affianco agli sfoghi personali trovano spazio anche altri temi che spezzano il ritmo malinconico,
ma non per questo pesante, del disco. Si và da quello “cattivo auto-celebrativo”, che ci sta sempre,
di Dangerous “Badman Salute” feat. Big T e Ancora in studio, a quello critico contro un sistema
corrotto che privilegia i ricchi e forti di This is not a love song feat. Lil’Pin e Da BP, Money Must be
Funny feat. Gemitaiz ed Arangino, alle critiche alla scena di Stop feat. Uzi Junkana, sino ai temi
meno impegnativi di Cosa sarà, Sono innocente feat Pacino e Muzikeroina con Arangino e J.O.
Un disco che aggiunge un tassello personale alla figura di Ibo, Mc che senza ombra di dubbio
merita di stare nell’olimpo del Rap italiano affianco a Danno, Kaos, Rawl Mc, Joe Cassano, Neffa e
scusatemi se ne dimentico qualcuno. La sua metrica e il suo flow son perfetti, i suoi testi sempre
impegnati e mai superficiali. Un disco, azzardo, che meritava di entrare negli Awards 2011 tra i
miglior album di Hip Hop italiano, ma quell’ala spezzata ha il suo peso, però forse è meglio così.
Ibo è questo, questa è la strada che ha scelto ed i suoi fan son fieri di questo.

“se questo foglio parlasse potrebbe dire tanto,
raccontare quando piango e quanto sono stanco,
di guardare il cielo in alto senza mai toccarlo,
di parlare a un mondo che tanto non sta ascoltando” IBO

Voto : 9

 

 

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