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Salmo – The Island Chainsaw Massacre | Recensione

Su Salmo e il suo “The Island Chain Massacre” è stato detto tanto da chiunque. E’ stato recensito da
tutti, stampa di settore e non, dai siti ufficiali a quelli amatoriali, tutti ne parlano, chi cerca di
classificarlo, di catalogarlo, chi parla del nuovo Kaos, chi del Noyz Narcos sardo, chi lo affianca a
Dargen d’Amico, i commenti su youtube, sui forum, sui blog, si sprecano. Un vero e proprio
fenomeno mediatico e musicale che ha travolto la scena come un bulldozer.
Mi son chiesto allora se fosse necessaria una recensione anche qui su HipHopSardo.
Se fosse giusto ammorbarvi con l’ennesima recensione che parla di come ha saputo fondere
perfettamente Rap anni 90, D’n B, Metal ecc…se fosse legittimo stare qui a parlarvi dei suoi testi
introspettivi, cupi, diretti, visionari ecc…se fosse doveroso stare qui a tirare in ballo il suo passato
musicale per meglio comprendere la sua musica. Ormai lo sappiamo, perciò mi verrebbe da dirvi
mettete in play il disco e ascoltatelo. Ma qualche parola avevo voglia di spenderla.
Salmo è stato definito la rivelazione artistica del 2011, ed è vero, perchè per meritarsi questo titolo
ha dato parecchie dimostrazioni.
Ha dimostrato che la scena Rap italiana non è affatto morta, è viva e vegeta e si può fare dell’ottimo
rap anche senza stare ancorati esclusivamente alle sonorità Old School. Ha dimostrato che per
arrivare alla ribalta e al successo non bisogna necessariamente passare per radio e tv (mezzi di
comunicazione potentissimi, ma legati a meccaniche vecchie, a cliché di audience, ascolto e vendita
che filtrano troppo l’ingresso e l’uscita di materiale), ma basta usare il web, arma potentissima,
libera, nelle mani di tutti e se la si sa usare surclassa qualsiasi altro mezzo di comunicazione
esistente. Ha dimostrato che se la musica la sai fare non c’è Hit, singolo del momento, fenomeno
commerciale che tenga, le persone apprezzano la buona musica e la spingono se merita, a
prescindere dal canale di provenienza, che sia underground, che sia mainstream. Ha dimostrato che i
confini Sardi non sono insormontabili per la musica, che non è necessario essere di Milano,
Bologna o Roma per far sentire la propria voce, basta averla una voce.
Salmo, con “The Island Chain Massacre”, ha dimostrato questo e tanto altro, ha portato una boccata
d’aria fresca nella scena, si è imposto senza sotterfugi, singoli orecchiabili, contratti milionari con
qualche casa discografica, niente di ciò, si è imposto con la sua musica, dimostrando che quella
basta per zittire tutte le dicerie che in Italia ruotano attorno ad essa, nonostante l’Italia sia il paese
delle contraddizioni, dell’invidia verso il successo altrui, del venire a patti, del non essere mai
contenti.
The Island Chain Massacre non è solo un album, è un massacro vero e proprio per tutta la scena
Rap italiana e se ad oggi, negli Award di Hano.it, ha preso più voti di King del Rap di Marracash e
Post Scripta di Kaos non è certamente un caso e probabilmente verrà preso come punto di
riferimento per molti artisti, emergenti e non.
Una nota di merito va fatta anche alla Machete production e ad Alberto Salvucci, ottimo regista
musicale che ha dato immagine alla musica e ai testi di Salmo, ed ora anche a Kaos (cit. necessaria).
Dopo tutte queste dimostrazioni non rimarrà che attendere la conferma con un suo prossimo lavoro,
per ora troppe parole son state spese, tra cui anche le mie, perciò comprate il disco, mettete in play,
alzate il volume e godetevi la Musica di Salmo.

“Non è la cresta a fare il punk! I baggy a fare il rap!
Il clap che fa il club! “live fast … die young”

Voto : 10

 

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