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Tes – Da Sotto | Recensione

Tes, Mc e beatmaker di Iglesias, ci presenta il suo ultimo lavoro “Da Sotto”. Non è la prima fatica
dell’artista, alle sue spalle ci sono diversi progetti che l’hanno portato a varcare i confini sardi,
ricordo “Tra chi sente e chi ascolta” (2007 – Vibrarec.), intera produzione degli album “Sparisco
nell’Ombra” di CFP e “Cronaca di un Trip Urbano” di Su Rais (ex SrRazza) e CFP, il Mixtape “Tha
Lost Mix” della sua Crew Underground Solution, più svariate altre collaborazioni a livello sardo,
nazionale e non solo, tra cui quella con B-Doub, produttore sardo-tedesco. Non un emergente
dunque e questo si sente subito.
Dodici tracce più tre bonus track la cui produzione è affidata allo stesso Tes insieme a B-Doub,
GBK, Robot Films, Crisi e Dj Admi, mentre al Mic. Sentiremo soltanto l’Mc di Iglesias (eccezione
per “Ai margini” feat. B-Muzak), ma quest’ultima non è affatto una pecca, anzi, a mio parere, dà un
tocco maggiormente personale alla produzione.
Al microfono Tes non è un principiante, il suo flow sopra i beat è ottimo, li asseconda perfettamente
ed anche nel cantato dei rit. non si fa trovare impreparato. Il timbro vocale, caldo e pacato, mai
incazzato, ricorda quello di Neffa, ma la cosa non pesa come fosse un imitazione, anzi, si sposa
perfettamente con le atmosfere del disco, intime, rilassate, da perfetto sottofondo musicale, date da
un suono underground anni 90 misto a influenze classiche, Jazz, Soul ed orientali.
Le tematiche dell’album sono per lo più personali, Tes ci porta nella quotidianità della sua vita, della
sua musica, della sua società e ci mostra il tutto con testi mai banali o superficiali, ma che mostrano
la maturità dell’artista nella visione del suo mondo. Menzionerei sicuramente la titletrack “Da sotto”
in cui uno spettacolare beat di B-doub è pienamente sfruttato dall’Mc con un flow perfetto e un testo
che racchiude l’intero pensiero e messaggio dell’album. Le restanti tracce ovviamente non sono da
meno, scorrono bene dalla prima all’ultima, senza intoppi, omogenee. Potrei citare quelle che mi
son rimaste maggiormente impresse, “Ai margini” , “Stonata qualunquista”, “Creatore di sogni”,
“Figli di questo mondo (bonus track)”, ma sono gusti personali, oggettivamente le tracce, ripeto,
sono tutte allo stesso livello.
A chiudere in bellezza il lavoro è sicuramente la grafica, semplice, pulita, senza scritte stravaganti o
immagini caotiche, ma in perfetta sintonia con l’album.
Tirando le somme definirei la produzione di Tes più che soddisfacente, curata nel dettaglio. Un
lavoro maturo, un rap cantautorato su un suono nostalgico dell’underground, ma allo stesso tempo
caldo, intimo, capace di avvolgervi e accompagnarvi nel mondo dell’ Mc senza mai essere
invadente o aggressivo, così anche la voce di Tes, sempre in sintonia col suono, mai fuori posto.
Consigliato ad occhi chiusi a tutti coloro che son cresciuti con Neffa e le sue produzioni, i dischi di
Kaos, Sindrome di Fine Millennio di Fibra, SXM, La Rapadopa di Gruff, i Gatekeepaz, Gente
Guasta e chi più ne ha più ne metta. Un doveroso ascolto è consigliato a tutti gli amanti della
musica Rap in generale. Sé invece quello che cercate è un artista rivelazione, innovativo, fresco,
pieno di contaminazioni musicali varie, che urla nelle vostre casse testi auto-celebrativi, gangsta,
visionari, distorti e quant’altro, questo disco non è per voi, ma un suo ascolto non vi farà certo male,
anzi, magari vi apre le orecchie verso un sound che vi siete persi.

“e potrei..sognare di tutto ma…quando apro gli occhi sono qua…e mi sarebbe piaciuto restare dove
stavo, come ero, bello ma…vivere sempre all’asciutto e fuori fa brutto e piove già da un monte
ormai, ma nonostante tutto ci credo di brutto perchè (i know i can!)…” (rit. – stonata qualunquista)

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