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Kill Mauri – Buonanotte Giacomino Vol.2 | Recensione

Questo è il mondo dove vivo, lo descrivo in poche barre,
lo vivo e posso parlarne [Il mondo dove vivo Skit]

“Buonanotte Giacomino Vol. 2” più di qualsiasi cosa racconta la Sardegna (correzione dell’ultima ora, 11 Settembre): la provincia CI). Anzi, più precisamente, racconta la vita in CI (Sardegna), le difficoltà del quotidiano, la prigionia del sottovuoto che viene imposta ai giovani (e non solo) di questa Terra che si sentono costretti a scappare oltre il mare per rincorrere un futuro. Chi non riesce a fuggire resta per testimoniare la vita che va avanti, lenta, senza prospettive apparenti. E per fare un salto nel passato più prossimo, uno dei tanti modi per descriverla è Sardinia terra mia, terra di malattia. Credo che solo una piccola parte di pubblico potrà capire fino in fondo quello che viene raccontato in questo mixtape: naturalmente, spero che per tutti gli altri possa risultare come un utile reportage verbale.

La Urtogang (nè 2008) si riunisce ancora una volta in occasione di un progetto lungamente anticipato; oltre a Kill Mauri, presenziano tutti i membri del gruppo, da Rony One a Robi Perso, Toni Crisi, Dj Krazie e Drew, e Dj Sputo. Non mancano le collaborazioni: dalla Gotaste di Bras e Big Joe ai Fratelli Quintale, Cruel T, Sponda Biatch & MasterBleff , Shout One, Scascio, Iki Cash.

Tutti i lavori di Kill Mauri sono caratterizzati da un ruvido e aggressivo timbro vocale, che in questo mixtape inchioda anche più che in “Buonanotte Giacomino Vol 1” e “Nel Baratro”: la forza delle idee dietro ai testi potenzia ancora di più la voce, bilanciando perfettamente lo stile espressivo dell’artista con le scelte strumentali e di base. Ma, quello che forse risulta essere l’aspetto migliore di “Buonanotte Giacomino 2” è la scelta delle parole, la scelta di quel determinato tipo di comunicazione che da anni contraddistingue i progetti di Kill Mauri aka Restin Pees: la quasi totale assenza di un filtro: l’estrema direttività del messaggio e il suo accostamento con la voce e con l’atmosfera generale del mixtape dà vita ad un rap vero, che parla di cose vere e che sai che sono vere perché la voce è vera e le parole sono vere. All’opposto rispetto al mondo dell’hip hop/rap italiano patinato e ossessionato dalle rifiniture da studio a base di ombreggiature e belletti o qualsiasi altra forma di editing camouflage, Kill Mauri si presenta ancora una volta con un prodotto genuino, personale, con i piedi per terra e stra- positivamente dotato di una sfumatura di selvaggio, di crudo, di non raffinato, e conseguentemente, puro, vero, naturale, proprio come la personalità della terra su cui vive.

“Da questo posto si può solo scappare, ma perché da questo posto devo solo scappare?” [Nel posto sbagliato] [Robi Perso]

Accanto a tracce soliste, diversi pezzi in collaborazione con i membri della Urtogang: “Contronatura”, “Devastante”, “Gatti del rione”, sono tra le rime che parlano del gruppo e che danno la possibilità a chi ascolta di ampliare la visione del progetto “Buonanotte Giacomino Vol. 2”, reso ancora più forte dalle personalità indiscutibilmente incisive di Rony One e Drew. Pezzo individuale di Robi Perso “Nel posto sbagliato”.
Tracce come “Pronti a volare”, “Per aria”, “In sé”, “Mi ucciderà”, “Wake up al tg”, “Il mondo dove vivo” e “Chi troppo vuole” parlano della realtà presente, dividendosi tra quella sarda e quella più generalmente italiana. Un triangolo illuminato fa la sua comparsa nell’immediato sulla cover del mixtape e nella lirica di “NWO”. Non mancano i momenti di ilarità (NB: “L’arte del boccaciccio”).

Mandando per cinque minuti al diavolo quello straccio di imparzialità che mi appartiene, non posso negare di essermi fatta trascinare parecchio da questo mixtape, forse perché possedendo la capacità di poter effettivamente capire quello che viene descritto nei testi (conterranei).
In un secondo momento, probabilmente due degli obiettivamente pochi lati negativi di questo lavoro sono le ripetizioni nei versi e rime che sarebbero state molto più efficaci se curate secondo uno schema più rigoroso: lo stile e la personalità dell’artista compensano largamente le imperfezioni, ma con qualche piccola rifinitura il complesso sarebbe stato molto più pulito.

Ma del resto, da super imparziale, mi vien da dire “chissenefrega, è una figata comunque”.

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