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Uzi Junker – Tempo Di Splendere | Recensione

Tempo di Splendere è il primo album ufficiale da solista per Uzi Junker, rapper cagliaritano classe ’88. L’album è prodotto da Pakos, Kennedy, Rayden, Axel, Gionni Gioielli, Vox P e Ibo Montecarlo. Featuring con Ibo Montecarlo, Kiquè, Mistacabo, Coliche, Jack The Smoker, Lil Pin, Pakos, Rookies (Burrito & Da Bp), Gionni Gioielli, Pacino, Gotty, Nex Cassel, Rayden. E’ un disco che ho in loop da svariati mesi, un passo avanti rispetto al suo precedente mixtape del 2009 Luca Brasi vol. 1 e del lavoro con Ibo Montecarlo che ha preceduto l’album, parlo di CDC – The Family. Sottolineo il fatto che Uzi Junker al tempo di questo lavoro aveva 21-22 anni, ma ha dimostrato di avere capacità, talento, maturità; essere giovani e avere la bravura di Uzi Junker vuol dire avere una marcia in più nella scena, vuol dire che se riesci a fare grandi album come Tempo di Splendere il tuo futuro appunto splenderà. Uzi ha il flow, ha la metrica, ha tecnica a palate, potrebbe venderla e comprarsi poi una villa, ha anche gli argomenti, e qui distrugge le critiche rivolte verso di lui poichè nei suoi mixtape ha sempre preferito fare pezzi easy. Quando lo sento rappare capisco quanta passione ci mette, capisco a quanto tiene al rap, a quanto tiene alla sua terra e alla sua città, sento una voglia di riscatto che proviene da un luogo che non ti può dare opportunità, nè col lavoro e tantomeno col rap.
Nomi importanti dentro il disco, dalle produzioni alle collaborazioni, chi segue la scena li conoscerà sicuramente quasi tutti. L’unico singolo uscito è “Tempo di Splendere”, traccia che porta lo stesso nome del disco, in collaborazione con Kiquè e il suo talkbox. Una traccia riflessiva, su un beat di Kennedy, che parla di lui, parla di delusioni, della voglia di uscire dai problemi, afferma che continua ad andare avanti nonostante tutto e il rap è l’unica cosa che ha insieme a chi lo fa con lui, comunque video molto carino, soprattutto le parti nelle quali si vede il panorama di Cagliari. Ma “Tempo di Splendere” non è l’unica traccia buona del disco, ce ne sono tante altre, come “Occhi Aperti e Bocca Chiusa” in collaborazione con Pin e Jack, pezzo impegnato con un grande beat e grandi strofe oppure, “Destrizuannasimiblò” (parola quasi impronunciabile), dove Uzi in tre strofe dimostra le sue capacità metriche. L’intro è fatto da Coliche, come l’outro e gli intermezzi. Cito Coliche nel pezzo: “Non rappi come lui, vorresti rappare come lui, devi vendere l’anima al diavolo per rappare come lui”, non c’è niente di più vero in questa frase, se sentite il pezzo e fate i rapper vi sentirete degli scarsi, è roba che ti manda a casa, viene da pensare che neanche in 100 vite riusciresti mai a tirare fuori una roba simile; cito ancora Coliche: “Chi non recognizza questa merda è finito, è morto dentro”, se non riuscite a trovare le capacità in Uzi Junker ascoltate un altro genere musicale. E per finire su Destrizuannasimiblò cito Uzi Junker: “Ne capisci la metà chiariamo, che se capissi tutto sarei la disgrazia del rap italiano”, sto ancora cercando di capire tutto quel testo, è un’impresa, bisognerebbe chiedere spiegazione ad Uzi. Una traccia che mi è molto piaciuta è “I’m Comin” con Gionni Gioielli, Pacino e Lil Pin, tre strofe potentissime, con un ritornello reggae di Pacino, se ascoltate reggae andate ad approfondire su Pacino, ex Big T aka Tao, membro delle Mentispesse, poi se ascoltate molto reggae sicuramente riconoscerete la chiara frase di Pacino: “Batty boom bye bye”. Però nella traccia il mio preferito rimane Gionni Gioielli, una strofa unica, che lo caratterizza per il suo stile da tipo: faccio più soldi di te e scopo più di te.
Pakos si rinconferma uno dei migliori nei ritornelli, in “Il mio momento è adesso” e “Ciò che vuoi da me pt.2”. Da Bp mi è piaciuto per la sua strofa ignorante, invece da Ibo mi sarei aspettato di più, fa solo il ritornello nell’intro del disco e fa una strofa in “Ciò che vuoi da me pt.2”, avrei preferito qualcosa in più da lui. Meritano parecchio “Memorie di un Illuminato” ma ancora di più “Un terzo del vero”, in 3 minuti e mezzo circa Uzi ha detto le verità più scomode di questo mondo. A me è piaciuta parecchio “Resterò in piedi” anche se non è uno dei migliori pezzi, mentre “Quando le luci vanno giù” e “Prega per me” non mi sono piaciute, nonostante l’ultima sia un grandissimo pezzo riflessivo.
Per ultima traccia ho lasciato “Taleeban”, canzone che per i miei gusti compete con “Destrizuannasimiblò”; mi sono piaciute molto la prima strofa di Junkana e la strofa di Nex Cassel, geniale quando dice: “scendo con Uzi con gli uzi fino a Villa Certosa, scendo a sequestrare le troie del presidente, le prendiamo senza coca, senza viagra, senza niente”. Epico il “flow terrorista islamico” di Uzi, credo che rimarrà ricordato per tutta la sua carriera.

Recensione a cura di Apache aka Johnson Revy

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