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Pelipe – Rap In Bidda | Recensione

Rispetto al precedente “Ascumprèèè?!”, “Rap in bidda”, terza uscita solista per il cagliaritano Pelipe in tre anni esatti, allunga la tracklist a ben quindici brani e in parte asciuga l’ironia di grana grossa mostrata in passato. Non si vira certo verso il conscious Rap, tuttavia episodi personali come “Boga su dinnai” ed “Effetto domino” o l’efficace storytelling di “Il passeggero oscuro” (ispirato, come suggerisce il sottotitolo, dalla serie TV “Dexter”) tracciano i contorni più interessanti dell’album, lungo quasi cinquanta minuti. Ma a ciò, soprattutto, bisogna aggiungere un flow molto dinamico, Pelipe si adatta ai vari bpm senza alcuna difficoltà, mostrando sempre una buona padronanza del Rap e dell’interpretazione. Peccato, quindi, per qualche passaggio meno originale (“Come si fa”, la titletrack, “Più su”) e per un taglio musicale, sulle spalle dello stesso Pelipe, poco incisivo, imbrigliato nell’uso di synth sia per la componente melodica che per la sezione ritmica, ovvero senza variazioni importanti nonostante l’eccellente registrazione. A conti fatti “Rap in bidda” è un’uscita coerente rispetto alla discografica dell’mc, eppure limitata dalla scelta del sound e da una gamma tematica che può puntare più in alto.

(Bra)

fonte: http://www.rapmaniacz.com/old_site/PelipeBidda.htm

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