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Salmo – Midnite | Recensione

Sembra sia passata un’eternità, ma in realtà “The island chainsaw massacre”, il primo album di Salmo, quello che ha dato il via al suo enorme e meritato successo, è uscito solo un paio di anni fa. Dal duemilaundici sono cambiate molte cose, la Machete in così poco tempo è diventata la realtà più forte e competitiva del panorama Hip-Hop nostrano, certamente per la qualità musicale dei prodotti che presenta, ma anche per tutte quelle attività che gli stanno dietro, il cosiddetto lavoro sporco, fatto di organizzazione, promozione, creazione di gadget, grafiche e video. La più grande forza di questo collettivo sta nell’aver capito che i tempi, anche in Italia, sono maturi per spingersi oltre, per poter trarre un vero business dall’Hip-Hop, per trasformare una passione in un lavoro, pur mantenendo le basi piantate in certe tematiche e sonorità ben precise e delineate. Salmo, infatti, già in “Stupido gioco del Rap” sottolineava un concetto semplice ma efficace: <>. Con “Midnite” siamo al terzo disco solista e Maurizio abbandona quasi totalmente la maschera skull, come a confermare che alle vette delle classifiche, ai concerti zeppi di gente, ai bagni di folla per ogni uscita c’è la sua faccia in primo piano, la sua identità di uomo e di artista oramai completo. Oltre ad essere palesemente molto bravo, l’mc è riuscito a capire come sfruttare nella maniera maggiormente produttiva i mezzi di comunicazione più idonei e moderni, che siano visivi, social o virali. Per quel che riguarda l’aspetto musicale, la crescita continua anche in questo disco, le sonorità Dubstep lasciano molto più spazio all’Elettronica, basta ascoltare il singolo “Russell Crowe” prodotto nientemeno che dai Cyberpunkers. Le atmosfere hardcore aleggiano e permeano ogni loop e ogni barra, anche quando la tensione si allenta in situazioni reggaeggianti come “Ordinaria follia” o semplicemente più classiche, ad esempio in “S.A.L.M.O.”, ma è impossibile rimanere indifferenti di fronte a bombe quali “Space invaders”, “Killer game” o “Sadico”! Di contro, Salmo rinuncia quasi del tutto al beatmaking per concentrarsi quindi sulle liriche, che sono l’aspetto preponderante e più suggestivo del suo lavoro: non mi addentrerò in interpretazioni di scarsa utilità sui significati dei testi, lascio alla sensibilità di ciascuno la propria personale esegesi. A me concedete solo la frivolezza del cinefilo, avendo apprezzato molto le innumerevoli similitudini e metafore legate al mondo del grande schermo, presenti in dosi massicce in quasi tutte le tracce. I featuring, invece, sono ridotti all’osso, però decisamente azzeccati: da notare l’ottima prova di Nitro, il giovane padawan dal quale attendiamo quanto prima una corposa prova solista. Con “Midnite”, Salmo penetra trasversalmente molti scenari musicali, la base di partenza ovviamente è l’Hip-Hop, non certo nella più canonica e purista accezione del termine, di cui comunque sviscera la sua vera e genuina identità, ovvero la ricerca di un’evoluzione continua, la crescita perenne, l’innovazione. E, dato che l’argomento viene subito a galla, finalmente non serve andare a Sanremo, X Factor o Amici per ottenere notorietà, seguito e rispetto: è proprio la nemesi di tutti questi cantanti di plastica, un mc di carne, ossa e sangue, a farci sperare nel futuro, perché no, della musica italiana.

Reviewed by Moro

fonte: http://www.rapmaniacz.com/old_site/SalmoMidnite.htm

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